L’uomo che sussurrava ai caimani (1 Luglio 2008) “Il Caimano” leggiamo su Repubblica “non cambia mai”. Ma se non cambia mai, spettabile Repubblica, allora bisognava chiamarlo Caimano anche ai tempi del dialogo con Veltroni, quando evidentemente simulava il cambiamento. Invece persino Michele Serra allora lo chiamava “un povero italiano” e gli augurava in sostanza di riuscire a Napoli “e altrove” (cioè dappertutto!) perché “la situazione oggi in Italia è grave". Ma la situazione Signor Michele Serra, come potrebbe essere più grave che con un Caimano al governo? Semplice, quando oltre a ciò un giornale coltiva il dialogo con i politici anziché con i lettori.
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Musa: Repubblica, 21 giugno 1° pag., Amaca, 13 giugno.

 

E fra gli opposti, mirabile armonia (Eraclito, XI) (16 Giugno 2008) “Opposizione dura contro Berlusconi!” è l'appello lanciato da Eugenio Scalfari. Gentile dott. Scalfari, proprio accanto a questo Suo appello, la prima pagina di Repubblica è dedicata alla minaccia del nucleare iraniano; eppure lo stesso giorno fra i cinque massimi quotidiani dell'Occidente nessuno ha fatto altrettanto, né in cartaceo né in elettronico. E Lei ci viene a parlare di opposizione scusi, opposizione a cosa, al giornalismo serio del mondo intero? Alla stessa notizia era stato dedicato il titolo di apertura del Tg1, senz'altro, ma, di nuovo, nulla di simile negli omologhi notiziari francese o tedesco; per un giornalismo d'opposizione, se permette dott. Scalfari, in tutta onestà noi sconsiglieremmo di ispirarsi a Gianni Riotta.
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Musa: Repubblica 15 giugno pag. 1, The Washington Post, The New York Times (TimesReader), Le Monde, The Times (Sunday Times), Frankfurter Allgemeine Zeitung (faz.net); ARD Tagesschau (20:00); France 2 Journal Télévisé (20:00), Tg1 (20:00)

 

Citazione (27 Marzo 2008) “Anche i caduti iracheni vanno ricordati!” s'indigna Michele Serra. E lo dice a noi, Signor Michele Serra? Lo dica piuttosto al Suo direttore Ezio Mauro, scusi: proprio oggi che Lei s’indigna, infatti, sulla prima pagina di Repubblica vengono ricordati i soli caduti americani. Magari a quelli iracheni si sarebbe potuto riservare il riquadro in basso a destra, anziché al titolo “Offro casa a studentessa, sesso al posto dell’affitto” oppure la colonna a sinistra, invece dell’editoriale in cui “c’è un legame forte” apprendiamo sgomenti “fra il malcontento degli italiani ed i comportamenti della classe politica” o magari se ne sarebbe potuto parlare all’interno, al posto del Pakistan, dove “la preoccupazione maggiore resta l’atomica” leggiamo per la prima volta nell’ultimo e più breve paragrafo; ma allora nei paragrafi precedenti, per l’esattezza sei, mezza pagina di giornale, scusi, di cosa ci avete parlato... delle preoccupazioni minori? “Gli iracheni” prosegue il suo ragionamento “muoiono come comparse nei film di Tarzan”. Esatto: e in quel film evidentemente il ruolo di Cita l’hanno assegnato a Lei, Signor Michele Serra.
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Musa: Repubblica 26 marzo

 

Rottami (27 Gennaio 2008) Sulla libreria di Giulio Anselmi direttore del quotidiano La Stampa è collocato, vediamo al Tg1, un modellino della Fiat 500. Un modellino del relitto di Ustica francamente l’avremmo preferito, se è vero che la missione di un giornale consiste nella ricerca della verità. Pazienza! Auguriamoci che, come ha fatto di recente proprio con la leggendaria utilitaria, la Fiat sappia ora rinnovare anche il suo giornale, offrendo di serie ai lettori un direttore meno ovvio dell’attuale.
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Musa: Vari Tg1, da ultimo 24 gen.

 

Logica del rifiuto (8 Gennaio 2008) Ezio Mauro racconta su Repubblica un viaggio nelle discariche "fra i ribelli". "Violenti" nei giorni scorsi, oggi "ribelli", scommettiamo che i napoletani Repubblica finirà per chiamarli "terroristi" se continuano a protestare? Comunque, ci meravigliamo di Lei, Signor Ezio Mauro, quella dei "ribelli" infatti è notoriamente una categoria del diritto internazionale, mica del diritto interno, indica in buona sostanza un gruppo armato che combatte contro lo Stato: l'applicazione del termine ci pare forzosa al limite dell'insulto, scusi, a parte il fatto che i dimostranti di Napoli resta da verificare se lo combattono, lo Stato, o non piuttosto lo invochino.
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Musa: Repubblica 8 gennaio 1° pag.

 

Conto corrente (25 Dicembre 2007) “Controcorrente” s’intitola un articolo dedicato a Babbo Natale sulla prima pagina del Corriere della Sera a firma di Claudio Magris. Egregio professor Magris, su quella stessa prima pagina il titolo principale recitava "È giusto restare a Kabul”, altroché Babbo Natale, scusi, se davvero intendeva risultare controcorrente Lei avrebbe dovuto scrivere “Restare a Kabul è sbagliato”.
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Musa: Corriere della Sera 24 dic. prima pagina

 

La Meschina Commedia (28 Novembre 2007) “Parlerò di sesso, perché riguarda tutti, persino Rocco Buttiglione” si scatena Roberto Benigni al Tg1 “Avrei pensato ad uno spogliarello“ prosegue “sarà ospite Rosy Bindi, vedremo cosa si può fare” ecc. ecc.. Ma scusate, al Tg1 Benigni si limita a presentare il suo spettacolo prossimamente in onda su RAI1 e la chiamano “intervista”? Signor Benigni, con un’altra delle Sue gustosissime battute ci renda la differenza fra una simile intervista ed una pubblicità occulta. Non Le viene nessuna battuta? Si vede che non c’è nessuna differenza.
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Musa: Tg1

 

C’era una Walter (31 Ottobre 2007) "Alla costituente del partito democratico" scrive Eugenio Scalfari "aleggiava una richiesta di unità, onestà, competenza, innovazione, Prodi e Veltroni in concordia fra loro...". Basta con questa, Nonno Eugenio, ora raccontaci l'altra, dai!, quella dell'epoca dei partiti dove la nascita di un partito sanciva una svolta epocale.
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Musa: Repubblica 28 ottobre 1° pagina

 

Costanzo Shock (31 Ottobre 2007) "Buon prodotto 'Il Capo dei Capi' ispirato a Totò Riina" scrive Maurizio Costanzo "ma dov'è la fiction e dove la realtà talvolta non lo capisco". A capirlo si fatica forse, Signor Costanzo, proprio quando si parte dalla fiction come "buon prodotto".
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Musa: Il Messaggero 28 ottobre 1° pag.

 

Logica come un gambo di sedano (17 Ottobre 2007) “Visto che i tedeschi presumono l'inclinazione dei sardi allo stupro” ragiona Luciana Littizzetto “i sardi dovrebbero presumere nei tedeschi l'inclinazione al nazismo”. Così però Lei equipara le inclinazioni, signora Littizzetto, e poiché nel caso dei tedeschi un precedente c’è, che più eminente non si potrebbe, come fa Lei poi a negare un altrettanto eminente precedente nel caso dei sardi?
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Musa: Rai 3 "Che Tempo che Fa" domenica 14 (o lunedì 15) ottobre